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Nasce l’ecomuseo R.I.V.I.VI

R.I.V.I.VI la Cunziria. L’acronimo esprime la Rigenerazione, l’Innovazione e la Valorizzazione dell’Identità di Vizzini e dà il nome al complesso museale del Borgo della Cunziria, che comprende sale espositive e polifunzionali del progetto di recupero dell’antico villaggio dei conciatori. L’ecomuseo RIVIVI è il risultato di un approfondito lavoro di ricerca di un team di docenti del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università degli Studi di Catania, guidato dalla Professoressa Pinella Di Gregorio, che ha ideato anche la denominazione delle sale interne degli edifici del borgo, che si rifanno alle principali opere di Giovanni Verga.

Proprio l’Università di Catania è stato scelto dall’amministrazione comunale di Vizzini come partner strategico del progetto di rigenerazione scientifico-culturale del Borgo della Cunziria. Nelle clip che seguono i docenti dell’ateneo catanese sviluppano i concetti dell’acronimo RIVIVI, a partire proprio dalla Professoressa Di Gregorio che si sofferma sul tema della Rigenerazione.

La Professoressa Alessia Facineroso, storica, specializzata in Ricerca digitale e divulgazione innovativa, approfondisce il concetto di Innovazione, contenuto nella seconda lettera dell’acronimo che ha dato il nome al complesso museale del borgo.

Il Professore Vincenzo Asero, economista, affronta il tema della valorizzazione e promozione del territorio. Valorizzazione è il terzo elemento dell’acronimo R.I.V.I.VI il Borgo della Cunziria.

Il quarto concetto dell’acronimo R.I.V.I.VI riguarda l’Identità di Vizzini e il legame imprescindibile con la Cunziria e Giovanni Verga. È l’identità di un territorio che, a partire dal XVI secolo, attraversa profonde trasformazioni politiche, economiche e sociali, che entra a pieno ritmo nei processi di democratizzazione del lungo Ottocento e che partecipa alle guerre e con i suoi uomini e le sue donne alla lotta per la liberazione attraverso la Resistenza.

Ma è anche l’identità di una roccaforte repubblicana in occasione del referendum del 2 giugno del 1946. È l’identità di una città vivaio di classi dirigenti all’interno dell’Italia repubblicana. Sono le parole del Professore Angelo Granata, storico del del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università degli Studi di Catania.

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